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Cramno
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mwbqCramno (tra il 520 e il 540560) è stato un principe franco della dinastia dei merovingi che non ereditò parte del regno dei Franchi, in quanto premorì al padre, Clotario I.

Contents

Origini
Note

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Biografia

Origini

Era l'unico figlio del re dei mweqFranchi Sali del nord dell'mwegAustrasia e della mwewGuascogna, della dinastia mwfamerovingia, mwfqClotario I e della sua concubina (o forse moglie) Cusina, che il mwfgvescovo mwfwGregorio di Tours (mwga536 – mwgq597), menziona senza citare le sue ascendenzecite-ref-gregorio-1-0[1].

Anni successivi

Gregorio di Tours, oltre a citarlo tra i figli di Clotario precisa che Cramno premorì al padrecite-ref-gregorio-1-1[1].

Sempre Gregorio di Tours ci informa che Cramno viveva in Alvernia, dove si comportava in modo eccessivamente dissoluto, e gli abitanti della zona lo avevano in odiocite-ref-gregori-2-0[2].
Cramno inoltre si lasciò influenzare dal desiderio di indipendenza degli Aquitanicite-ref-gregori-2-1[2] e, per crearsi un regno indipendente, si fece appoggiare dallo zio mwlgChildeberto I che non aveva gradito che Clotario si fosse impadronito del regno di mwlwTeodebaldo senza dividerlocite-ref-gregor-3-0[3]. Anche, secondo le cronache del vescovo, mwnaMario di Avenchescite-ref-4[4], Cramno ebbe un incontro in un luogo segreto con lo zio Childeberto.

Secondo mwogPaolo Diacono, Cramno prima bloccò un'invasione di Longobardi ed in seguito guidò una spedizione di Franchi in mwowItalia, che devastò il mwpaTrentino, ma fu sconfitto dal mwpqduca di Trento mwpgEuin che lo respinsecite-ref-paolo-5-0[5].

Cramno si sposò con Chalda, la figlia di Wiliacarius, un vassallo dello zio Childeberto, che, a mwraParigi, rinnovò il patto di assistenza con Cramno, anche perché era stato erroneamente informato che il fratello, Clotario era morto nella campagna contro i Sassonicite-ref-grego-6-0[6].

Childeberto I, dopo una malattia, morì a mwsgParigi, il 23 dicembre mwsw558cite-ref-greg-7-0[7].
Non avendo avuto figli maschi dalla moglie Vultrogota, ed essendogli premorti gli eredi designati, della discendenza del fratellastro mwuqTeodorico I, alla sua scomparsa i suoi possedimenti passarono a Clotario, che rimase così l'unico re dei mwugFranchi ed immediatamente dopo essersi impossessato del tesoro di mwuwParigi, esiliò la vedova del fratello e le due figliecite-ref-greg-7-1[7].

Dopo che Clotario era divenuto l'unico re dei Franchi, Cramno, si ribellò al padre e fuggì in mwyaBretagnacite-ref-8[8], presso il conte dei mwzqBretoni, Chonoobro, mentre il suocero si rifugiò preso la mwzgBasilica di San Martino (Tours), che poco tempo dopo fu data alle fiammecite-ref-greg-7-2[7]. Allora Clotario, nel mwaw560, marciò contro Cramno ed i suoi alleati Bretoni, ma quando i due eserciti si trovarono di fronte sopraggiunse la notte che impedì lo scontrocite-ref-greg-7-3[7].
Cramno rifiutò altresì l'offerta di Chonoobro di aggredire l'esercito di Clotario, quella stessa nottecite-ref-greg-7-4[7]. Al mattino successivo, Clotario era pronto ad affrontare il figlio come un nuovo mwdqDavide contro mwdgAssalonne e pregava di avere ragione delle ingiustizie, subite dal figlio, paragonandosi a Davide. Durante il combattimento il conte dei Bretoni, voltò le spalle alla battaglia e cadde e la vittoria fu di Clotariocite-ref-greg-7-5[7]. Cramno aveva preparato delle navi per la fuga, ma, volendo prima liberare la moglie e le figlie, sorpreso dalle truppe del padre, venne catturato e imprigionato. Appena il padre ne fu informato ordinò che Cramno fosse messo a morte. Cramno con la moglie e le figlie, fu chiuso in una misera capanna dopo essere stato disteso e legato su una panca; fu quindi dato fuoco alla capanna e Cramno fu bruciato vivo, con la sua famigliacite-ref-greg-7-6[7].

Discendenza

Dalla moglie Chalda ebbe almeno due figlie. Gregorio di Tours infatti parla di figlie senza precisare il numero ed i nomicite-ref-greg-7-7[7]

Ascendenza

Note

cite-note-gregorio-11. Gregorio di Tours, mwjwHistoriarum Francorum, mwka IV, 3
cite-note-gregori-22. Gregorio di Tours, mwlgHistoriarum Francorum, mwlwIV, 13
cite-note-gregor-33. Gregorio di Tours, mwmwHistoriarum Francorum, mwnaIV, 16
cite-note-44. Marii Episcopi Aventicensis Chronica
cite-note-paolo-55. Paolo Diacono, mwowHistoria Langobardorum, mwpaIII, 9.
cite-note-grego-66. Gregorio di Tours, mwqaHistoriarum Francorum, mwqqIV, 17
cite-note-greg-77. Gregorio di Tours, mwuwHistoriarum Francorum, mwvaIV, 20
cite-note-88. L'mwwaArmorica, durante questo secolo, il sesto, era stata invasa dalle popolazioni provenienti dal sud della mwwqBritannia, che avevano preso il sopravvento sulle popolazioni locali di origine gallo-romana, per cui cominciava ad essere denominata mwwgBretagna.

Bibliografia

Fonti primarie

• mwxw(LA) mwyaGregorio di Tours, mwyqmwygHistoria Francorum mwywmwzaTesto disponibile su Wikisource.
• mwzg(LA) mwzwPaolo Diacono, mw0amw0qHistoria Langobardorum, in mw0gGeorg Waitz (a cura di), Monumenta Germaniae Historica, Hannover, 1878, Scriptores rerum Langobardicarum et Italicarum saec. VI–IX, 12–219. Trad. it: mw1aPaolo Diacono, Storia dei Longobardi, a cura di Lidia Capo, Milano, Lorenzo Valla/Mondadori, 1992, ISBN 88-04-33010-4. mw1qmw1gTesto disponibile su Wikisource.

Letteratura storiografica

• mw2gChristian Pfister, La Gallia sotto i Franchi merovingi. Vicende storiche, in Storia del mondo medievale, Cambridge, Cambridge University Press, 1999, pp. 688-711.

Voci correlate

• mw3wMerovingi
• mw4wFranchi (storia dei regni Franchi)

Altri progetti

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